Tag: anoressia

Consultazione con l’adolescente

“Gli adolescenti che soffrono sono convinti che la loro infanzia sia finita, perduta e che il bambino in loro sia morto.

Il lavoro da farsi nella psicoterapia è di garantire invece una continuità tra il bambino che è stato, l’adolescente che è e l’adulto che sarà e di permettere che si ricreino nel mondo interno dei contatti tra le rappresentazioni, i fantasmi e gli affetti dell’infanzia.” (Catherine Chabert)

Disturbi dell’apprendimento, tossicofilia, comportamenti devianti, tentato suicidio, atti autolesivi e disturbi alimentari sono alcuni dei sintomi attraverso i quali l’adolescente esprime il suo disagio legato non solo al complesso momento evolutivo che sta vivendo, dal momento in cui dove separarsi dall’infanzia per realizzare se stesso cercando la sua personale espressione di sé, ma anche a quanto si porta dietro dall’infanzia di non risolto in termini di sofferenza psichica e a quanto gli riserverà il futuro.

Anoressia tra le bambine, crescono le richieste di aiuto

Tra le bambine e le adolescenti colpite da anoressia e da disturbi del comportamento alimentare in genere le richieste di ricovero sono aumentate fino al 40%. In crescita anche l’attività ambulatoriale. Ecco cosa si può fare

Anoressia, un male che divora corpi di piccole e grandi donne, non fa distinzione e cresce a dismisura il numero di richieste aiuto, tra cui bambine che frequentano appena le scuole elementari. In aumento, infatti, il numero di richieste di ricoveri, fino al 40%, e anche l’attività negli ambulatori dei centri di cura di riferimento, fino al 50%. Perché il fenomeno anoressia – che riduce i corpi a pelle e ossa, con rischi gravissimi di denutrizione, problemi mentali, cardiaci, ossei, vascolari, renali, intestinali, fino alla morte – esiste. Anche se non si vede. A disegnarne contorni ed esperienze sono i medici dell’ospedale Regina Margherita e del Centro pilota regionale dei disturbi del comportamento alimentare della Città della salute di Torino. “Nel nostro reparto le richieste di ricovero e di visite ambulatoriali sono aumentate in maniera esponenziale negli ultimi anni” conferma il professor Giorgio Capizzi della Neuropsichiatria infantile.

Ricoveri e visite ambutolariali

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Anoressia e bulimia: un aiuto da A.F.co.D.A.

Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata: chi ne soffre ha bisogno di un sostegno, così come chi sta vicino alle persone che vivono in prima persona i disordini alimentari.

A.F.co.D.A. – Associazione dei Famigliari contro i Disturbi Alimentari si propone come punto di riferimento per chi vuole un consiglio. «In passato abbiamo organizzato sedute di auto-aiuto, perché chi soffre di disordini alimentari potesse confrontarsi con chi era riuscito a superare il problema», spiega Paola Costa, membro del Consiglio direttivo dell’associazione. Oggi i volontari rispondono e danno consigli a chi li contatta scrivendo sulla pagina Facebook di A.F.co.D.A., o chiamando il numero 010 6143031.

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Anoressia e colesterolo alto, le malattie dei grandi colpiscono anche i bambini

Stile di vita e alimentazione sbagliata sono la causa di questo fenomeno allarmante

Anoressia tra le più piccole – Non solo obesità, il 10% degli under 12 soffre di anoressia o bulimia. Le pazienti anoressiche cominciano ad avere anche 6-7 anni. “Vediamo sempre più bambine rifiutare il cibo, lo nascondono, hanno un distorto rapporto con lo specchio”, commenta la psichiatra Laura Dalla Ragione. “Più precoce l’età di esordio dell’ossessione per il cibo e maggiori sono i danni che provoca”, aggiunge.

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Disturbi Alimentari

Anoressia e bulimia sono due facce della stessa medaglia. EsprimonoDiturbialimentari attraverso il corpo e il rapporto con il cibo un problema rispetto alla dipendenza dalle figure parentali e dal modo in cui questo rapporto si è andato strutturando.

L’anoressia indica la realizzazione dell’ideale, cioè l’indipendenza dall’oggetto-cibo, mentre la bulimia indica il fallimento di questo ideale e il prevalere sulla scena del reale pulsionale che si manifesta con l’introduzione di grosse quantità di cibo e che conferma la dipendenza dall’oggetto. L’anoressica realizza una padronanza e un controllo rigorosi, la bulimica manifesta il fallimento di questo sistema di controllo. Quando l’anoressica rifiuta il cibo non fa altro che rifiutare ciò che proviene dall’altro allo scopo di conquistarsi un suo spazio in cui essere finalmente se stessa. La bulimica trova invece insostenibile sia il pieno, quello cioè che viene dall’altro, sia il vuoto, cioè la sua assenza.

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