Tag: adolescenti

Consultazione con l’adolescente

“Gli adolescenti che soffrono sono convinti che la loro infanzia sia finita, perduta e che il bambino in loro sia morto.

Il lavoro da farsi nella psicoterapia è di garantire invece una continuità tra il bambino che è stato, l’adolescente che è e l’adulto che sarà e di permettere che si ricreino nel mondo interno dei contatti tra le rappresentazioni, i fantasmi e gli affetti dell’infanzia.” (Catherine Chabert)

Disturbi dell’apprendimento, tossicofilia, comportamenti devianti, tentato suicidio, atti autolesivi e disturbi alimentari sono alcuni dei sintomi attraverso i quali l’adolescente esprime il suo disagio legato non solo al complesso momento evolutivo che sta vivendo, dal momento in cui dove separarsi dall’infanzia per realizzare se stesso cercando la sua personale espressione di sé, ma anche a quanto si porta dietro dall’infanzia di non risolto in termini di sofferenza psichica e a quanto gli riserverà il futuro.

La depressione cambia volto, nuove forme fra i giovani

Da Giappone fenomeno ‘Hikikomori’; test donne incinte Usa

Giovani sempre più ‘malati nell’anima’. Crescono i casi di ragazzi depressi, di adolescenti con forti disagi psicologici spesso collegati all’uso di sostanze stupefacenti, ma si fanno largo anche ‘nuove forme’ di malessere tra i teen-ager come il singolare fenomeno ‘Hikikomori’, nato in Giappone e che ora conta migliaia di casi in Italia. E’ una depressione che ‘cambia volto’, soprattutto nel mondo giovanile, quella sulla quale gli psichiatri puntano i riflettori, avvertendo come al contempo tale patologia stia determinando un”epidemia’ pure tra gli anziani.

La depressione, avvertono gli esperti in occasione della Conferenza Internazionale ‘Depression: State of the Art 2016’, organizzata all’interno della Città del Vaticano con il contributo non condizionato dell’azienda Lundbeck, rappresenta una vera e propria emergenza:

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I danni dell’ansia sulla nostra salute: fino all’Alzheimer

Studio svedese ha stabilito che il disturbo condiziona alcune funzioni quali la memoria , la capacità critica, il linguaggio. Ma può anche indurre patologie gravi e irreversibili

Può rovinare il presente, ma anche condizionare il futuro. L’ansia quasi mai è amica della salute: riducendo l’efficienza del sistema immunitario, ci espone a un più alto rischio di sviluppare infezioni. Ma non solo. Chi vive costantemente sotto stress è anche a un rischio più alto (del cinquanta per cento) di ammalarsi di una forma di demenza senile, la più diffusa tra le quali è la malattia di Alzheimer.

 

IL TEST SUI GEMELLI STUDIATI PER 28 ANNI

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Bullismo, 12enne si getta da finestra: “Non ce la facevo a rientrare a scuola”

18 Gennaio 2016

Una ragazzina, di 12 anni, si è gettata dal secondo piano della propria abitazione, a Pordenone. Prima di lanciarsi nel vuoto, la piccola ha lasciato due lettere sulla scrivania. Nella missiva indirizzata ai genitori si scusava per il gesto, in quella ai compagni di classe, invece, una frase emblematica: “Adesso sarete contenti”. Si fa largo quindi l’ipotesi del bullismo come causa del gesto. La 12enne, che ha riportato politraumi, è fuori pericolo.

Giù dal balcone per i bulli: “Non volevo tornare là”

E’ stato un miracolo se durante la caduta è andata a rimbalzare sulla tapparella di un appartamento al primo piano frenando di fatto il volo verso il selciato.
Rimasta sempre cosciente, la ragazzina è stata immediatamente soccorsa e ricoverata con prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva di Pordenone, dove i medici le hanno diagnosticato numerose fratture. Per il sospetto interessamento dell’area spinale è stata trasferita all’ospedale di Udine. La madre si è accorta della vicenda quando, entrando nella sua camera, non ha trovato la figlia notando la finestra aperta. Allora si è affacciata e ha visto la bimba distesa nel cortile sottostante, con un vicino che le stava soccorrendo.

“Non volevo rientrare a scuola” – “Oggi dovevo tornare a scuola dopo la malattia, ma io non ce la facevo a rientrare in quella classe. Avevo paura di urlare al mondo i miei timori e così ho deciso di farla finita”. E’ quanto ha raccontato la dodicenne, dopo essersi lanciata dalla finestra, alla prima persona che l’ha soccorsa, un vicino di casa.

La madre: “Non avrei mai pensato a un malessere così grande” – “Mia figlia non si trovava bene a scuola, ma mai avrei pensato a un malessere così grande”. Lo ha detto la madre subito dopo il tragico gesto.

Lettere scritte giorni fa – La 12enne deve aver maturato nel tempo la convinzione di suicidarsi. Lo si desume dal fatto che le lettere lasciate sulla scrivania riportano una data della settimana scorsa, probabilmente giovedì. La ragazzina da circa una settimana non andava a scuola a causa di una infiammazione alle vie respiratorie. La mamma è entrata nella sua cameretta proprio per somministrarle una terapia di aerosol.

Dirigente scuola: “Nessun segnale” – “Non c’era alcun segnale che lasciasse presagire quanto accaduto, siamo sconvolti”. Sono le parole della dirigente della scuola media frequentata dalla ragazzina. “Mai, né durante i Consigli di classe, né in situazioni più informali – ha aggiunto – era emerso disagio di alcun tipo, e men che meno episodi di presunto bullismo. I genitori di questa ragazzina e degli altri alunni non hanno mai accennato nulla a me o agli insegnanti. Insomma, un dramma che stava covando e di cui nessuno si era accorto ma non ci sono evidenze alla scuola che ci siano stati episodi particolari”.

“La ragazzina ha sempre frequentato con profitto – ha proseguito la dirigente – anche se con una certa discontinuità. Questo è l’unico elemento per cui ho riconosciuto il nome quando gli agenti della Questura sono entrati. E’ spesso a casa per qualche problema di salute, ma faceva tante assenze anche alla primaria. Quando ho informato i docenti mi hanno riferito che volevano prendere contatto coi genitori perché da qualche giorno era a casa e i compagni avevano riferito loro che era probabilmente influenzata”.

Sulla situazione della classe – venti alunni di cui sette stranieri – la preside ha spiegato che si tratta di un normale gruppo di dodicenni, “forse un po’ più turbolento della media – ha riconosciuto – ma senza costringerci ad adottare particolari provvedimenti disciplinari”.

Fonte: Paolo Brinis http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/friuli-venezia-giulia/pordenone-12enne-si-getta-da-finestra-per-colpa-dei-bulli-sarete-contenti-_2155099-201602a.shtml

 

Bullismo: c’è un legame con i disturbi alimentari

Tra bullismo e disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, c’è un doppio legame. A rischio di avere un cattivo rapporto con il cibo sia chi fa atti di bullismo sia chi li subisce

Esiste un legame tra bullismo e disturbi alimentari. A dichiararlo è un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders, realizzato da esperti dell’Università della North Carolina. Già si sapeva che il bullismo era legato a un maggior rischio di ansia, depressione e problemi psicologici, ma ora si è scoperto che il bullismo può aumentare le possibilità di incorrere in rapporti malsani con il cibo, come l’anoressia e la bulimia. E, sorprendentemente, a manifestare questi disagi non sarebbero solo le vittime di questo grave e sempre più diffuso fenomeno giovanile, ma anche gli stessi responsabili di atti di bullismo.

Analisi sui bulli e sulle vittime del bullismo

Per condurre la ricerca gli esperti americani hanno esaminato un campione di 1420 bambini, che sono stati suddivisi in quattro categorie: bambini che non sono mai stati coinvolti in fenomeni di bullismo; quelli che talvolta sono stati vittime e talvolta artefici; le vittime del bullismo; infine, i bambini che sono stati solo bulli.

Conseguenze per tutti

In base ai dati raccolti è emerso che chi è stato vittima di episodi di bullismo corre maggiori rischi (in percentuale quasi doppia) di soffrire di disturbi alimentari rispetto a coloro che non lo sono mai stati. I bambini sia bulli sia vittime hanno più probabilità di diventare anoressici o bulimici. E, ancora, l’impatto del bullismo sui bulli veri e propri sarebbe molto significativo, registrandosi una percentuale del 30,8% di giovani che presentano i sintomi della bulimia rispetto al 17,6% di quelli che non sono mai stati coinvolti nel bullismo.

A sorpresa, più a rischio proprio gli esecutori

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Anoressia tra le bambine, crescono le richieste di aiuto

Tra le bambine e le adolescenti colpite da anoressia e da disturbi del comportamento alimentare in genere le richieste di ricovero sono aumentate fino al 40%. In crescita anche l’attività ambulatoriale. Ecco cosa si può fare

Anoressia, un male che divora corpi di piccole e grandi donne, non fa distinzione e cresce a dismisura il numero di richieste aiuto, tra cui bambine che frequentano appena le scuole elementari. In aumento, infatti, il numero di richieste di ricoveri, fino al 40%, e anche l’attività negli ambulatori dei centri di cura di riferimento, fino al 50%. Perché il fenomeno anoressia – che riduce i corpi a pelle e ossa, con rischi gravissimi di denutrizione, problemi mentali, cardiaci, ossei, vascolari, renali, intestinali, fino alla morte – esiste. Anche se non si vede. A disegnarne contorni ed esperienze sono i medici dell’ospedale Regina Margherita e del Centro pilota regionale dei disturbi del comportamento alimentare della Città della salute di Torino. “Nel nostro reparto le richieste di ricovero e di visite ambulatoriali sono aumentate in maniera esponenziale negli ultimi anni” conferma il professor Giorgio Capizzi della Neuropsichiatria infantile.

Ricoveri e visite ambutolariali

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Disturbi border line della personalità per 3 adolescenti su 100

Roma, 18 gen.

È in aumento tra la popolazione ma, spesso, è difficile da diagnosticare e, ancora di più, da trattare.

E’ il disturbo borderline di personalità, una patologia che coinvolge, secondo le stime, dall’1 al 3% degli adolescenti e circa il 4% dei giovani adulti. Un problema psichiatrico importante a causa dell’elevata richiesta di prestazioni assistenziali che richiede (ricoveri in reparti psichiatrici, utilizzo dei servizi di pronto soccorso, ecc.) e per la presenza di comportamenti di tipo impulsivo, condotte parasuicidarie, abuso di sostanze e disturbo del comportamento alimentare. Eppure, le ultime evidenze scientifiche, confutando la tesi dell’immodificabilità della malattia, evidenziano che più della metà dei pazienti va incontro a remissione del disturbo nell’arco di alcuni anni. «Nella pratica clinica però – sottolinea Roberta Rossi, psicologa e psicoterapeuta dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – i sistemi di cura nazionali non sono ancora attrezzati a fornire la psicoterapia, perché si richiede una formazione ben precisa da parte dei terapeuti, nonché risorse di tempo notevoli». Insomma, una possibilità per questi pazienti potrebbe esserci, ma c’è bisogno di personale preparato.

È per questo che il prossimo 22 gennaio, presso l’IRCCS “Centro San Giovanni di Dio” Fatebenefratelli di Brescia, si svolgerà un evento formativo (accreditato Ecm) per psichiatri, neurologi, infermieri, educatori, terapisti della riabilitazione psichiatrica e psicologi, dal titolo: “Dialectical Behavior Therapy (DBT) Skill Training nella cura del paziente con disturbo borderline di personalità”. Accanto alla dottoressa Rossi, ci sarà Elena Maria Ridolfi, Responsabile del Centro Salute Mentale e DBP di Fano (PU), una delle esperte italiane di terapia DBT, la quale terrà un corso pratico per acquisire i principi generali e le tecniche di base del DBT skills training. «Nonostante la gravità di questo disturbo – chiarisce Rossi – i Servizi sono spesso organizzati attorno a modelli assistenziali rivolti ai pazienti psicotici, mentre riservano alla popolazione borderline soltanto trattamenti in urgenza. Recentemente sono stati sviluppati diversi modelli di trattamento specifici per questi pazienti che si sono dimostrati efficaci e che danno alla psicoterapia un ruolo centrale, tra questi vi è la DBT sviluppata verso fine anni Ottanta da Marsha Linehann».

Fonte: askanews

http://www.askanews.it/altre-sezioni/salute/disturbi-border-line-della-personalita-per-3-adolescenti-su-100_711710110.htm

Anoressia e bulimia: un aiuto da A.F.co.D.A.

Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata: chi ne soffre ha bisogno di un sostegno, così come chi sta vicino alle persone che vivono in prima persona i disordini alimentari.

A.F.co.D.A. – Associazione dei Famigliari contro i Disturbi Alimentari si propone come punto di riferimento per chi vuole un consiglio. «In passato abbiamo organizzato sedute di auto-aiuto, perché chi soffre di disordini alimentari potesse confrontarsi con chi era riuscito a superare il problema», spiega Paola Costa, membro del Consiglio direttivo dell’associazione. Oggi i volontari rispondono e danno consigli a chi li contatta scrivendo sulla pagina Facebook di A.F.co.D.A., o chiamando il numero 010 6143031.

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A Buccinasco un corso di sopravvivenza per genitori

Inizia lunedì 11 gennaio il percorso sulla genitorialità a cura della Casa per la pace di Milano, rivolto alle famiglie. L’assessora De Clario: “Intendiamo offrire un valido aiuto per affrontare i problemi della vita quotidiana e trasformare i conflitti in risorsa”

Buccinasco, 5 gennaio 2016 – Per il terzo anno l’assessorato Servizi alla persona promuove un percorso rivolto ai genitori di bambine/i e ragazze/i che frequentano le scuole di Buccinasco con l’obiettivo di acquisire insieme gli strumenti per trasformare i conflitti in risorsa.

I conflitti spaventano perché mettono in difficoltà e fanno soffrire, ma in realtà sono un’occasione di crescita che, a saperla cogliere, fa crescere chi vi è coinvolto. Il rapporto fra genitori e figli e fra genitori e insegnanti è sovente visitata da conflitti di diverso tipo: relazionali, di potere, tecnologici, di ruolo… Imparare a “so-stare” nel conflitto (e non volere subito la soluzione) è fondamentale per trovare il momento e gli strumenti per trasformare i conflitti in risorsa. Questo percorso vuole proprio aiutare a scoprire alcune piste per orientarci nell’agire quotidiano.

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