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IL SOGNO IN TERAPIA: COME RITROVARE MOVIMENTO EMOTIVO E SUPERARE LA RIGIDITA’ PSICOLOGICA

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La nostra mente funziona un po’ come un organismo in movimento: sta bene quando può scorrere tra emozioni diverse, senza restare incastrata sempre nello stesso punto. Ogni giorno proviamo sentimenti contrastanti: possiamo essere curiosi e spaventati, forti e vulnerabili, desiderosi di solitudine e allo stesso tempo bisognosi di vicinanza.

Quando il movimento si blocca

A volte però questo naturale “vai e vieni” emotivo si inceppa. Succede quando:

  • ci irrigidiamo su un’emozione sola
  • ci difendiamo troppo
  • cerchiamo sicurezza in schemi che non ci fanno più bene

Queste difese ci proteggono… ma solo in apparenza. Nel tempo ci chiudono, ci limitano, ci fanno sentire immobili.

Il sogno: un alleato prezioso in terapia

Ed è qui che entra in gioco il sogno. In terapia, il sogno non è un mistero da decifrare o un rebus da risolvere. È un messaggio dell’inconscio, un modo che la nostra mente usa per parlarci quando siamo troppo occupati — o troppo spaventati — per ascoltarci da svegli.

Il sogno porta alla luce:

  • emozioni che non riusciamo a esprimere
  • desideri che non ci concediamo
  • paure che evitiamo
  • parti di noi che chiedono spazio

Spesso lo fa con immagini strane, simboli, scene che sembrano senza senso. Ma proprio lì dentro c’è qualcosa di importante.

Cosa succede in terapia quando si porta un sogno

Il terapeuta e il paziente esplorano il sogno insieme. Non per “interpretarlo” in modo rigido, ma per capire che cosa sta cercando di dire quella parte di noi che di solito resta in silenzio.

Il sogno può:

  • mostrare un blocco emotivo
  • suggerire una direzione nuova
  • far emergere un bisogno nascosto

E’ come se si aprisse una porta su una stanza che non sapevamo esistesse all’interno di noi.

Un esempio concreto

Immagina una persona che oscilla tra momenti di forza e momenti di fragilità. A volte vuole stare sola, altre volte sente un forte bisogno di vicinanza. Finché questo movimento resta fluido, va tutto bene. Ma quando si blocca — quando la persona resta incastrata solo nella solitudine o solo nella dipendenza — nasce la sofferenza.

Un sogno può arrivare proprio in quel momento, portando un’immagine che rompe l’immobilità: una porta che si apre, una strada che si biforca, una voce che chiama. Piccoli segnali che, in terapia, diventano spunti per rimettere in moto ciò che si era fermato.

Il sogno come ponte verso un nuovo equilibrio

Lavorare sui sogni significa:

  • sciogliere rigidità
  • recuperare flessibilità
  • ritrovare un equilibrio più autentico
  • tornare a muoversi tra le emozioni senza paura

È un processo graduale, paziente, ma profondamente trasformativo. Il sogno illumina ciò che è nascosto e ci aiuta a ritrovare la libertà di cambiare.

Milena Lazzari

COME STARE IN UNA RELAZIONE SODDISFACENTE

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Accettare la propria realtà psichica è un requisito indispensabile per la crescita e la maturazione delle relazioni intime. Non saper distinguere tra sé e l’altro implica negare gli aspetti dolorosi e insopportabili del proprio mondo interno, finendo per limitare molto la conoscenza di sé e travisare gli altri e le relazioni con loro (partner, figli, amici). L’altro non lo possiamo possedere, non ci appartiene mai. Una relazione soddisfacente richiede la capacità di accettare l’individualità dell’altro.

L’importanza di dare e ricevere

Una persona non può solo ricevere ma deve anche saper dare, cogliere i bisogni dell’altro e della relazione. Il bambino fin da piccolo è nella condizione di poter comprendere che ci sono delle relazioni da cui è escluso, altre in cui è incluso e altre ancora che può creare da sé. Questa consapevolezza è fondamentale per la crescita personale e per costruire relazioni soddisfacenti in età adulta.

Conflitti nelle relazioni

Spesso non accettiamo che l’altro abbia un’esistenza indipendente e ci aspettiamo invece che sia sempre sulla nostra stessa lunghezza d’onda, che ci sia sempre e che sia sempre comprensivo verso di noi. Stare in una relazione di coppia vuol dire rinunciare all’investimento assoluto su di sé, riuscendo a distinguere tra sé e l’altro e riconoscendo ciò che appartiene a sé da ciò che appartiene all’altro. Il conflitto nelle relazioni nasce spesso dal nostro cercare di mettere nell’altro le parti di noi che non amiamo e che non riconosciamo come vere.

Il percorso terapeutico

Attraverso il percorso terapeutico si cerca di riappropriarsi di quelle parti di sé liberando l’altro e cercando di capire come e perché quelle parti siano così intollerabili. La terapia di coppia può essere un valido strumento per affrontare e risolvere i conflitti nelle relazioni, aiutando entrambi i partner a crescere e maturare insieme. Amare vuol dire rinunciare al controllo sull’altro e accettarlo per quello che è anziché farlo diventare il contenitore in cui evacuare le nostre emozioni mal digerite e le parti di noi che non ci piacciono.

Comunicazione e intimità

Occorre dunque trovare uno spazio per poter pensare le proprie esperienze emotive e comunicarle nell’intimità della relazione. Nessuna relazione può essere un’unità perfetta. Qui sta il primo tradimento implicito nell’essere coppia sentimentale. Occorre dunque capire se una coppia si è incontrata fantasticando di essere uno invece che due o se i due membri di quella coppia sono consapevoli della realtà psichica dell’altro.

La crescita personale nelle relazioni

La crescita personale è un elemento chiave per mantenere una relazione soddisfacente. Ogni individuo deve lavorare su se stesso, riconoscendo e accettando le proprie imperfezioni e quelle del partner. Questo processo di auto-riflessione e miglioramento continuo è essenziale per costruire una relazione sana e duratura. La terapia di coppia può supportare questo percorso, offrendo strumenti e strategie per affrontare le sfide e i conflitti che inevitabilmente sorgono nelle relazioni.

L’importanza dell’empatia

L’empatia è un altro aspetto cruciale per una relazione soddisfacente. Essere in grado di mettersi nei panni dell’altro, comprendere i suoi sentimenti e bisogni, e rispondere in modo adeguato, può fare una grande differenza nella qualità della relazione. L’empatia aiuta a creare un legame più profondo e a risolvere i conflitti in modo più efficace.

Conclusione

In conclusione, una relazione soddisfacente richiede impegno, comprensione e crescita personale. Accettare la propria realtà psichica, distinguere tra sé e l’altro, e lavorare sui conflitti attraverso la terapia di coppia sono passi fondamentali per costruire una relazione sana e duratura. La comunicazione aperta e l’empatia sono strumenti essenziali per mantenere una connessione profonda e significativa con il partner. Ricorda che nessuna relazione è perfetta, ma con il giusto impegno e dedizione, è possibile creare una relazione soddisfacente e appagante.

Milena Lazzari