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Consultazione con l’adolescente

“Gli adolescenti che soffrono sono convinti che la loro infanzia sia finita, perduta e che il bambino in loro sia morto.

Il lavoro da farsi nella psicoterapia è di garantire invece una continuità tra il bambino che è stato, l’adolescente che è e l’adulto che sarà e di permettere che si ricreino nel mondo interno dei contatti tra le rappresentazioni, i fantasmi e gli affetti dell’infanzia.” (Catherine Chabert)

Disturbi dell’apprendimento, tossicofilia, comportamenti devianti, tentato suicidio, atti autolesivi e disturbi alimentari sono alcuni dei sintomi attraverso i quali l’adolescente esprime il suo disagio legato non solo al complesso momento evolutivo che sta vivendo, dal momento in cui dove separarsi dall’infanzia per realizzare se stesso cercando la sua personale espressione di sé, ma anche a quanto si porta dietro dall’infanzia di non risolto in termini di sofferenza psichica e a quanto gli riserverà il futuro.

Bullismo: c’è un legame con i disturbi alimentari

Tra bullismo e disturbi alimentari, come anoressia e bulimia, c’è un doppio legame. A rischio di avere un cattivo rapporto con il cibo sia chi fa atti di bullismo sia chi li subisce

Esiste un legame tra bullismo e disturbi alimentari. A dichiararlo è un nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Eating Disorders, realizzato da esperti dell’Università della North Carolina. Già si sapeva che il bullismo era legato a un maggior rischio di ansia, depressione e problemi psicologici, ma ora si è scoperto che il bullismo può aumentare le possibilità di incorrere in rapporti malsani con il cibo, come l’anoressia e la bulimia. E, sorprendentemente, a manifestare questi disagi non sarebbero solo le vittime di questo grave e sempre più diffuso fenomeno giovanile, ma anche gli stessi responsabili di atti di bullismo.

Analisi sui bulli e sulle vittime del bullismo

Per condurre la ricerca gli esperti americani hanno esaminato un campione di 1420 bambini, che sono stati suddivisi in quattro categorie: bambini che non sono mai stati coinvolti in fenomeni di bullismo; quelli che talvolta sono stati vittime e talvolta artefici; le vittime del bullismo; infine, i bambini che sono stati solo bulli.

Conseguenze per tutti

In base ai dati raccolti è emerso che chi è stato vittima di episodi di bullismo corre maggiori rischi (in percentuale quasi doppia) di soffrire di disturbi alimentari rispetto a coloro che non lo sono mai stati. I bambini sia bulli sia vittime hanno più probabilità di diventare anoressici o bulimici. E, ancora, l’impatto del bullismo sui bulli veri e propri sarebbe molto significativo, registrandosi una percentuale del 30,8% di giovani che presentano i sintomi della bulimia rispetto al 17,6% di quelli che non sono mai stati coinvolti nel bullismo.

A sorpresa, più a rischio proprio gli esecutori

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Disturbi Alimentari

Anoressia e bulimia sono due facce della stessa medaglia. EsprimonoDiturbialimentari attraverso il corpo e il rapporto con il cibo un problema rispetto alla dipendenza dalle figure parentali e dal modo in cui questo rapporto si è andato strutturando.

L’anoressia indica la realizzazione dell’ideale, cioè l’indipendenza dall’oggetto-cibo, mentre la bulimia indica il fallimento di questo ideale e il prevalere sulla scena del reale pulsionale che si manifesta con l’introduzione di grosse quantità di cibo e che conferma la dipendenza dall’oggetto. L’anoressica realizza una padronanza e un controllo rigorosi, la bulimica manifesta il fallimento di questo sistema di controllo. Quando l’anoressica rifiuta il cibo non fa altro che rifiutare ciò che proviene dall’altro allo scopo di conquistarsi un suo spazio in cui essere finalmente se stessa. La bulimica trova invece insostenibile sia il pieno, quello cioè che viene dall’altro, sia il vuoto, cioè la sua assenza.

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