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Consultazione con l’adolescente

“Gli adolescenti che soffrono sono convinti che la loro infanzia sia finita, perduta e che il bambino in loro sia morto”.

Il lavoro da farsi nella psicoterapia è di garantire invece una continuità tra il bambino che è stato, l’adolescente che è e l’adulto che sarà e di permettere che si ricreino nel mondo interno dei contatti tra le rappresentazioni, i fantasmi e gli affetti dell’infanzia.” (Catherine Chabert)

Disturbi dell’apprendimento, tossicofilia, comportamenti devianti, tentato suicidio, atti autolesivi e disturbi alimentari sono alcuni dei sintomi attraverso i quali l’adolescente esprime il suo disagio legato non solo al complesso momento evolutivo che sta vivendo, dal momento in cui dove separarsi dall’infanzia per realizzare se stesso cercando la sua personale espressione di sé, ma anche a quanto si porta dietro dall’infanzia di non risolto in termini di sofferenza psichica e a quanto gli riserverà il futuro.

La depressione

La depressione, detta anche melanconia, è un’alterazione del tono dell’umore verso forme di tristezza profonda con riduzione dell’autostima e bisogno di autopunizione.

Le forme più frequenti di depressione fanno la loro comparsa dopo l’età media, quando diventa più difficile sperare nella vita perché il futuro è già in parte determinato dalle scelte compiute in precedenza.

Fasi depressive attraversano la vita di tutti gli uomini come episodi legittimi e comprensibili dove il soggetto è di solito consapevole di poterle superare da sé. Quando questa consapevolezza viene meno allora lo squilibrio depressivo assume caratteristiche psichiatriche che necessitano di un aiuto esterno.

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