Categoria: Disturbi della personalità

Disturbo antisociale di personalità, i sintomi e come affrontarlo

Ecco in cosa consiste il disturbo antisociale di personalità e quali sono le cause ed i possibili trattamenti.

Il Disturbo Antisociale di Personalità (DAP) è un disturbo di personalità che comporta un atteggiamento di indifferenza e violazione delle regole e dei diritti delle altre persone da parte di chi ne è affetto. Si tratta di un disturbo che si manifesta sin dall’adolescenza, e che può comportare serie conseguenze non solo per quanto riguarda i rapporti interpersonali, ma anche per quanto concerne il rapporto con la legge. Le persone che soffrono di tale disturbo infatti, tendono a non rispettare le regole, e per questa ragione compiono azioni illegali o immorali, oltre a manipolare le persone che le circondano.

 Quali sono i principali disturbi psicologici e come vengono classificati

Il soggetto affetto da Disturbo Antisociale di Personalità presenta uno scarso (o inesistente) rimorso nei confronti delle azioni compiute e delle loro conseguenze; si tratta di un soggetto tendenzialmente aggressivo e impulsivo, una persona che tende a manipolare le persone che ha intorno, per il proprio tornaconto personale. La persona con Disturbo Antisociale di Personalità non è capace di provare empatia nei confronti delle altre persone, non è in grado di scusarsi sinceramente per le azioni compiute e tende a mescolare storie reali a fatti completamente inventati, al punto tale che risulta difficile, per il suo interlocutore, riuscire a comprendere quale sia la verità. Inoltre, il soggetto affetto da DAP avrà un’alta autostima, un comportamento irresponsabile nella gestione delle sue relazioni interpersonali e una bassa tolleranza alla frustrazione.

Le cause del Disturbo Antisociale di Personalità

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Disturbi border line della personalità per 3 adolescenti su 100

Roma, 18 gen.

È in aumento tra la popolazione ma, spesso, è difficile da diagnosticare e, ancora di più, da trattare.

E’ il disturbo borderline di personalità, una patologia che coinvolge, secondo le stime, dall’1 al 3% degli adolescenti e circa il 4% dei giovani adulti. Un problema psichiatrico importante a causa dell’elevata richiesta di prestazioni assistenziali che richiede (ricoveri in reparti psichiatrici, utilizzo dei servizi di pronto soccorso, ecc.) e per la presenza di comportamenti di tipo impulsivo, condotte parasuicidarie, abuso di sostanze e disturbo del comportamento alimentare. Eppure, le ultime evidenze scientifiche, confutando la tesi dell’immodificabilità della malattia, evidenziano che più della metà dei pazienti va incontro a remissione del disturbo nell’arco di alcuni anni. «Nella pratica clinica però – sottolinea Roberta Rossi, psicologa e psicoterapeuta dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia – i sistemi di cura nazionali non sono ancora attrezzati a fornire la psicoterapia, perché si richiede una formazione ben precisa da parte dei terapeuti, nonché risorse di tempo notevoli». Insomma, una possibilità per questi pazienti potrebbe esserci, ma c’è bisogno di personale preparato.

È per questo che il prossimo 22 gennaio, presso l’IRCCS “Centro San Giovanni di Dio” Fatebenefratelli di Brescia, si svolgerà un evento formativo (accreditato Ecm) per psichiatri, neurologi, infermieri, educatori, terapisti della riabilitazione psichiatrica e psicologi, dal titolo: “Dialectical Behavior Therapy (DBT) Skill Training nella cura del paziente con disturbo borderline di personalità”. Accanto alla dottoressa Rossi, ci sarà Elena Maria Ridolfi, Responsabile del Centro Salute Mentale e DBP di Fano (PU), una delle esperte italiane di terapia DBT, la quale terrà un corso pratico per acquisire i principi generali e le tecniche di base del DBT skills training. «Nonostante la gravità di questo disturbo – chiarisce Rossi – i Servizi sono spesso organizzati attorno a modelli assistenziali rivolti ai pazienti psicotici, mentre riservano alla popolazione borderline soltanto trattamenti in urgenza. Recentemente sono stati sviluppati diversi modelli di trattamento specifici per questi pazienti che si sono dimostrati efficaci e che danno alla psicoterapia un ruolo centrale, tra questi vi è la DBT sviluppata verso fine anni Ottanta da Marsha Linehann».

Fonte: askanews

http://www.askanews.it/altre-sezioni/salute/disturbi-border-line-della-personalita-per-3-adolescenti-su-100_711710110.htm